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E’ difficile poter parlare di “tradizione” gastronomica a Sabaudia, poiché la città è molto giovane; si può comunque parlare di una “nascita” della gastronomia locale. Essa prende origine dalle famiglie ciociare (già presenti nell’Agro Pontino) e dalle famiglie provenienti dal Veneto, dal Friuli e dall’Emilia, primi abitanti della città.
Negli anni sessanta la città si è arricchita di tradizioni culinarie grazie all’immigrazione di campani e siciliani.
Pertanto, piatti tipici possono essere considerati la polenta, preparata “lenta” con svariati e gustosi sughi di carne o “osei”, oppure fritta, accompagnata da pancetta o salamini; i cappelletti ed i tortellini, soprattutto in brodo oppure al ragù; le fettuccine al sugo di pomodoro o alla boscaiola con salsiccia sminuzzata e la pasta e fagioli.
Tra i secondi piatti si trovano l’agnello, l’abbacchio (cotti nel forno a legna con le patate), il maiale e le luganeghe alla griglia.
Lo sviluppo turistico della città ha portato la crescita della cucina dei piatti marinari: alici, ce fali, merluzzi, spigole, orate, vongole, polpi e crostacei.
Tra le verdure: i carciofi alla giudia, le zucchine ed i peperoni alla griglia, le melanzane al funghetto ed alla parmigiana.
Tra i dolci: mostaccioli, cannoli siciliani, cassate, pastiera napoletana, babà e sfogliatelle. Inoltre i tipici dolci di carnevale quali frappe e castagnole.
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